Una fantastica recensione sul Messaggero di Maria Grazia Filippi, che ha decisamente colto in pieno lo spirito e la pulsione di questo lavoro, grazie!
Giovedì 04 Ottobre 2007
di MARIA GRAZIA FILIPPI
Dall’altro capo del mondo c’è un quattro luglio che festeggia un’indipendenza. A
Roma, tra i nostri vagoni di una metropolitana a singhiozzo, fra caldo asfissiante
quando è estate e ombrelli che gocciolano quando è inverno, il quattro luglio si è
trasformato in un luogo e un tempo di espiazione. E prendere al volo una metro
per attraversare la città è diventato un modo per rendere conto dei propri peccati,
veri o presunti. E’ quello che racconta “Tutti giù all’inferno. Anagnina che toglie i
peccati del mondo” antologica di nuovi scrittori sul filo della linea rossa della
metro romana, che sgrana come un rosario tutte le fermate e ad ogni fermata
scandisce un peccato da espiare trasformato in una breve racconto da leggere.
«Un viaggio in 33 canti -racconta Monica Mazzitelli, curatrice della raccolta,
scrittrice e film-maker -accompagnati da un “Caronte occhi di bragia” che ci
rappresenta come uno specchio. Una fermata per ogni piccola trasgressione o
efferato delitto, in cerca di redenzione o di vendetta, magari di perdono, o forse
solo di una via di fuga».
Così in un quattro luglio di un anno qualunque la discesa nella metropolitana si è
trasformata in un incipit letterario . «Era il 2004. Scendere la scala mobile per
prendere la Metro A di piazza Barberini fu come entrare in un forno compatto e
stomachevole. Mi chiesi quale dei miei peccati stavo espiando -racconta Monica
Mazzitelli -e quali peccati stavano espiando tutti quelli che mi erano accanto. Con
un gruppo i scrittori amici è nata quella raccolta e il matto con le antenne in testa
che da sempre fa le boccacce ai turisti di piazza Barberini è diventato un fool
shakespeariano che ci accompagna, come un nuovo Caronte, in quell’inferno
dantesco». Guglielmo Pispisa e Jadel Andreetto di Kai Fen, Giulia Fazi e Yari
Selvetella, Chiara Valerio e Francesco Fagioli, Marino Magliani, Valeria Brignani e
Giulio Mozzi hanno lavorato con lei a questo progetto. Che ora, grazie al sito
www.metroinferno.info, punta ad una seconda edizione di nuove storie sulla linea
Rebibbia Laurentina e a far nascere il primo concorso per cortometraggi dedicato
a lavori esclusivamente copyleft: si pagano i diritti d’autore solo per fini
commerciali ma non per un uso personale.
