Che bello! L’immenso Max della grande libreria Eternauta di Roma ha letto “Tutti giù all’inferno” e ha voluto mandarci un commento a caldo, GRAZIE!!
Un racconto per ogni fermata di questa metropolitana romana i cui tunnel si snodano come un girone dantesco nelle viscere della terra. Anime perse nei propri pensieri i cui corpi rivelano una storia illuminandosi sulla ribalta per poi tornare nell’ombra della propria esistenza.
Fa caldo nella metropolitana, c’è puzza di freni e di umanità, nella metropolitana, c’è vicinanza di corpi e scambio di sudore, nella metropolitana, ognuno è lanciato verso la sua meta come l’agnus dei…ops..sarebbe meglio dire “l’anagnina dei” che toglie i peccati dal mondo al suo capolinea.
Questa introduzione dovrebbe già suggerire il tono di questa bella antologia curata da Monica Mazzitelli che firma anche alcuni dei racconti e degli spassosissimi intermezzi dove ad invadere la scena è un Matto che si aggira senza meta nei meandri metropolitani: è il matto che abbiamo imparato a conoscere dall’arte classica, il catalizzatore delle nostre pulsioni e allo stesso tempo voce della nostra coscienza, di quella coscienza che teniamo chiusa nel cassetto più in basso, più nascosto, nella vana speranza di dimenticarlo e con la lucida angoscia di sapere che quel cassetto è l’unico cassetto che non occorre aprire per sapere cosa c’è dentro.
Tanti racconti che, direi splendidamente, rendono organico il tutto rivelando una sapiente regia a differenza di tante raccolte che rimangono pura miscellanea di significati.
È così che chiudi il libro e nella mente compaiono tante figure umane nel loro viaggio all’interno di un vagone, raccolti nei loro pensieri, oscillanti nei loro corpi tra un lampo di luce e un neon difettoso che si accende e si spegne.
