Tutti giù all’inferno

Anagnina che toglie i peccati del mondo


Tutti giù all’inferno

RECENSIONE SU “MANGIALIBRI”

Febbraio 1st, 2008 · No Comments

Un commento di David Frati pubblicato da Mangialibri!

Quante storie si incrociano e si spintonano nei vagoni bollenti della metropolitana di Roma: una suora di origini contadine pensa con livore a una ragazzina slava ospite dell’istituto che dirige e decide di boicottarne l’affidamento; un ex tenente della Marina argentina ricorda i ‘bei’ tempi, quando era un torturatore di dissidenti, prima di rifugiarsi in Italia; un giudice medita con un filo – ma solo un filo – di rimpianto su una sua vecchia severa sentenza non proprio impeccabile; un funzionario della Provincia di Roma, Ufficio Gare e Appalti, si autodenuncia dopo anni di tangenti e collusione con un palazzinaro senza scrupoli; una diva delle fiction tv è travolta dall’horror vacui della sua vita basata su valori assurdi; un ex deportato nei lager nazisti si deve sorbire le metafore sui forni di qualche passeggero accaldato; un uomo sgomento deve sopportare gli sproloqui di un libraio che parla solo citando titoli di classici letterari; una ragazza tossica e anoressica deve confrontarsi con una madre sempretruccatasempreperfettasempreaffettuosa; un’impiegata delle Poste, dopo anni di lavoro allo sportello, cova un odio viscerale per l’umanità; il senso civico encomiabile del testimone di un sinistro stradale mette in crisi la fragile moralità di un uomo qualsiasi; un marito annoiato guida la moglie nelle braccia di un altro ma poi si accorge troppo tardi che la cosa gli fa male; il nipote di un partigiano vota AN per ribellione ma poi se ne pente; un contadino ligure porta campioni dei suoi prodotti sottolio a un grossista slow-food…
Per i non romani: l’Anagnina del titolo è uno dei due capolinea della Linea A della metropolitana. Progettata nel 1959, costruita dal 1964 al 1980 con stop-and-go e ripensamenti kafkiani - celebrati persino da Federico Fellini nell’episodio migliore del suo “Roma” - (la tratta Anagnina-Ottaviano) e dal 1976 al 2000 con molte interruzioni (la tratta Ottaviano-Battistini), la Linea A è famigerata tra i pendolari romani per il microclima da giungla del Borneo. Aria immota e puzzolente di ferrovia, umidità e temperatura pazzesche tutto l’anno, che nelle terrificanti estati dell’era ‘global warming’ trasformano i vagoni sgarrupati e strapieni in un incubo di turiste giapponesi semisvenute, anziani boccheggianti, ciccioni sudati con l’ascella-killer e viaggiatori abituali momentaneamente (forse purtroppo) trasformati in rivoluzionari bombaroli disposti a tutto per rovesciare lo status quo. In questo Inferno, un gruppo di scrittori italiani tra i più sensibili (in rigoroso ordine alfabetico: Aureliano Amadei, Jadel Andreetto, Marta Baiocchi, Valeria F. Brignani, Roberto Calogiuri, Ivan Carozzi, Gaja Cenciarelli, Francesco Fagioli, Giulia Fazzi, Roberto Laghi, Fabiomassimo Lozzi, Marino Magliani, Giulio Mozzi, Guglielmo Pispisa, Paola Repetto, Paola Ronco, Gianbattista Schieppati, Yari Selvetella, Chiara Valerio) coordinati da Monica Mazzitelli de iQuindici, l’identità multipla di lettori/recensori spin-off della Wu Ming Foundation, ambientano 27 canti/racconti/frammenti, tanti quante le stazioni della metropolitana, inframezzati da 6 monologhi di un ‘matto’, Occhidibrà - che da perfetto fool shakespeariano dice quello che nessuno dice ma nessuno può negare - e seguiti da 1 bonus-track che fa da perfetto epilogo. Alienazione urbana, solitudini a confronto, logorio della vita moderna, come direbbe il manuale del perfetto citazionista pop. I gioielli: “Con perfetta osservanza”, “Quattro scatti”, “Scusa”, ma la qualità complessiva, fatta salva la prevedibile eterogeneicità, è alta. Una galleria di piccole miserie cittadine talmente emozionanti - ognuna a suo modo – che per un bel po’ non ci si potrà guardare riflessi nei finestrini della metropolitana senza provare un brivido dentro. E correrti incontro, etc etc. [david frati]

Tags: Rassegna stampa